La pianta maledetta

Per circa 12.000 anni è stata usata dall’uomo, senza problemi, una pianta oggi argomento di accese discussioni. Si hanno appunto prove di quest’utilizzo fin dai tempi del Neolitico, come dimostrato da vari ritrovamenti.
Sto parlando della cannabis, comunemente ed erroneamente conosciuta come marijuana.

Ma realmente di cosa si tratta?

La canapa(cannabis) è una pianta.
In passato veniva coltivata comunemente nelle zone agricole medioeuropee; Sia per la sua capacità di crescere anche in terreni difficili sia per il bisogno di piante oleose, fibrose e mangime per animali, ruoli che la canapa era in grado di soddisfare.
Nei periodi di maggiore spicco delle imbarcazioni a vela, Bologna e Ferrara eccelsero per le ottime produzioni di cordami e tele derivate dalla piantina.

Nel gergo comune per marijuana, invece, si intendono le infiorescenze delle piante femminili essiccate(appartententi alla canapa indica) e conciate per essere fumate. Gli effetti indotti dall’uso di marijuana sono svariati, hanno differente intensità a seconda del soggetto, dalle circostanze psico-fisiche in cui la si assume, e dell’assuefazione del consumatore; i principali effetti possibili sono:

  • distorsione del reale (capacità recettive), sensazione di aumento delle percezioni
  • attenuazione della reattività fisica e mentale
  • temporaneo abbassamento della pressione sanguigna
  • tendenza all’ilarità con lieve effetto euforizzante
  • aumento dell’appetito, soppressione della sensazione di sazietà
  • se assunta in ingenti quantità, nei soggetti predisposti, può provocare stati d’ansia e nausea.

Consumatori abituali riferiscono che in alcuni soggetti questi effetti tendono a scomparire o attenuarsi, probabilmente per via dell’instaurarsi di un certo grado di tolleranza specifica.

Cosa è possibile fare con la Canapa?

In alcuni paesi è consentito l’uso medico di questa sostanza o meglio dire di questa pianta, si cerca però di proporre un uso che possa evitare i danni provocati dal fumo, come ad esempio vaporizzatori.

Le applicazioni possibili accertate e le conseguenti sperimentazioni hanno per oggetto:

  • Inappetenza da farmaci chemioterapici.Efficacia provata dalla pratica medica dì routine; centinaia di migliaia dì dosi di THC sintetico (Marinol) sono state prescritte ogni anno dagli oncologi USA ( cfr. Grinspoon 1993, p.26 e p.38 ) anche se non sembra avere gli stessi effetti della marijuana assunta nel suo stato naturale (fumato o ingerito) poiché il Δ9-tetraidrocannabinolo è solo uno dei 460 composti chimici presenti nella cannabis.
  • Epilessia. In sostituzione di farmaci anticonvulsivi, che hanno gravi effetti secondari anche sull’umore. Efficacia provata in qualche caso
  • Sclerosi multipla.In sostituzione di farmaci tranquillanti ad alte dosi, con rischi di letargia e dipendenza fisica. Efficacia sperimentata in molti casi. Non è comunque il farmaco di elezione per gli spasmi; solo in pochi casi si è evidenziato un miglioramento secondo la scala di AshWorth.
  • Anoressia.Forte stimolante dell’appetito.
  • Glaucoma.La marijuana diminuisce la pressione interna dell’occhio del 25-30% in media, a volte fino al 50%. Alcuni cannabinoidi non psicotropi, e in misura minore, anche alcuni costituenti non-cannabinoidi della canapa diminuiscono la pressione endo-oculare.
  • Asma.la marijuana ha capacità broncodilatatorie, per evitare il danno da fumo, si utilizzano particolarmente in questi casi i vaporizzatori.

In Olanda, in Spagna, in Canada e in undici stati degli USA l’uso della cannabis a scopo medico è già consentito, in altri paesi europei ed extraeuropei l’argomento, come abbiamo detto fin dall’inizio, è al centro di accesi dibattiti sia sul piano scientifico che su quello etico

E’ consigliata la lettura a cui rimandano i links “cannabis” e “marijuana“, per informazioni più complete e dettagliate.

In genere si sente dire che il rilancio della canapa non avviene proprio per il problema della “ganja“(marijuana) ma, è proprio il motivo per cui questa risorsa è scomparsa e non torna in campo?
Accreditate teorie parlano di ben’altra storia:
“In realtà i termini della questione dovrebbero essere rovesciati, non è vero che noi non possiamo usare questa pianta per risolvere i problemi ambientali perché – purtroppo – è anche una droga. E’ vero invece il contrario: la canapa ricca di resina è in realtà prima di tutto un importante medicinale(come già detto), ed è stata fatta diventare una droga negli anni Trenta per eliminare un pericoloso concorrente del petrolio, dell’industria chimica e della carta fabbricata col legno degli alberi.” -fonte-

Era il 1892 quando ad Altoon (Pennsylvania) nacque Harry J. Ansliger.
All’inizio del Novecento la marijuana negli Stati Uniti veniva usata comunemente, senza troppi problemi. La fumavano abitualmente i musicisti di jazz di New Orleans e i braccianti messicani del Texas e della California. La compravano liberamente in farmacia per il mal di testa, l’insonnia o chissà cos’altro migliaia di rispettabili cittadini americani, dal New England alla Florida, dalla Georgia all’Oregon. Del resto, salvo qualche restrizione locale per l’uso dell’oppio da fumo, la stessa cosa valeva per l’oppio, la morfina e la cocaina. Finalmente, nel 1914 entra in vigore l’Harrison Act che regolamenta l’uso dei “narcotici” (oppio e derivati, cocaina) assoggettandoli a prescrizione medica. Ma la Cannabis non è presa in considerazione. Nel 1919, senza prescrizione medica, anche l’alcool è fuorilegge. La Cannabis ancora no.

Sul finire degli anni ‘20, Ansliger ottiene l’incarico di vice-console a Nassau nelle isole Bahamas, sotto dominio inglese. A Nassau regnano i contrabbandieri di alcolici che, del tutto ignorati dalle autorità britanniche, fanno fior di dollari inviando liquori negli USA. Anslinger, indignato per la scandalosa indifferenza dei rappresentanti di Sua Maestà verso una legge degli Stati Uniti d’America, riesce a negoziare con gli inglesi un accordo per controllare sistematicamente le rotte delle navi. Questo accordo internazionale complica molto la vita dei contrabbandieri, e il successo porta all’assegnazione del vice-console Anslinger alle dirette dipendenze del Ministero del Tesoro. Nel frattempo si sposò con una nipote del ministro.
Proprio in quegli anni Henry Ford costruì un prototipo di automobile in cui sia la carrozzeria che gli interni e persino i vetri dei finestrini erano fatti di canapa. Quest’auto pesava un terzo di meno, e anche il carburante che la faceva muovere era di canapa.
Negli anni Trenta la canapa era diventata matura per servire come fonte abbondante di materie prime per numerosi settori dell’industria. Un’industria molto più sostenibile per l’ambiente rispetto a quella che conosciamo.
Purtroppo queste promesse non furono mantenute. Si erano allora già costituiti dei grossi interessi che si contrapponevano alla canapa. Con il petrolio si incominciavano a produrre materiali plastici e vernici, e la carta di giornale della catena Hearst era fabbricata a partire dal legno degli alberi con un processo che richiedeva grandi quantità di solventi chimici, forniti dalla industria chimica Du Pont.
Ansliger cercò di espandere il suo campo di azione, e inziando a documentarsi sulla marijuana; si chiedeva il perchè non era ancora stata esclusa dall’Harrison Act. Ottenne dalla American Medical Association un documento in cui 29 su 30 farmacisti e medici descrivevano i motivi per cui la Cannabis non doveva essere confusa con i “narcotici”, ma scelse l’unica contraria. La Du Pont e la catena di giornali Hearst quindi si coalizzarono.
Con una martellante campagna di stampa durata anni la cannabis, chiamata da allora con il nome di “marijuana”, venne accusata di essere responsabile di tutti i delitti più efferati riportati dalla cronaca del tempo.

Anslinger decise che era il caso di richiedere l’inclusione del caso marijuana nella legge federale sui narcotici. Nel Gennaio 1937 viene convoncata dal Ministero del Tesoro una Conferenza per valutare lo status della Cannabis sativa. Il primo settembre ‘37 viene dichiarata la Marijuana Tax Act, la legge che proibì definitivamente gli usi, anche medici, della Cannabis.

Attualmente in alcuni paesi lo status della “marijuana” è il seguente:

  • Australia: illegale
  • Belgio: illegale (ma il governo belga ha iniziato un programma di ricerca volto a stabilirne l’efficacia medica)
  • Camerun: illegale la coltivazione della cannabis sativa, chi affetto da cancro o AIDS può farne uso come antidolorifico
  • Canada: illegale, legale per uso terapeutico (in un processo una corte ha giudicato il regolamento per l’uso medico della marijuana incostituzionale in quanto “non permette ai cittadini seriamente malati di utilizzare marijuana in quanto non vi sono fonti di approvvigionamento legali del farmaco”)
  • Germania: uso legale, possesso di modiche quantità (entro i 10 mg) non perseguito
  • Italia: inserita nelle stesse tabelle di eroina e cocaina. La legislazione attualmente vigente (Decreto Fini-Giovanardi sulle Olimpiadi invernali) fissa limiti quantitativi di principio attivo contenuto entro i quali si incorre in sanzioni amministrative (sospensione della patente di guida, del documento d’identità valido per l’espatrio, del porto d’armi o del permesso di soggiorno per motivi di turismo, ovvero divieto di conseguire tali autorizzazioni) e superati i quali si prefigura il reato di spaccio.Reato punito con 1-6 anni di reclusione per piccole quantità e 6—20 anni di reclusione in caso di grosse quantita oppure coltivazione.Una sentenza della Cassazione del 18 gennaio 2007 stabilisce che “non è reato penale coltivare nel giardino di casa qualche piantina di marijuana perché ciò equivale alla detenzione per uso personale”. Di parere opposto invece una sentenza del 10 Gennaio 2008,dove la Sezione Penale ritiene in ogni caso reato di carattere penale la coltivazione. E’ consentito l’uso terapeutico di preparati medicinali a base di marijuana debitamente prescritti secondo le necessità di cura.
  • Portogallo: legale il possesso dal 2001, la compravendita è un reato.
  • Giamaica: illegale
  • Giappone: illegali tutti i preparati contenenti THC dal 1948, a seguito di una legge introdotta dalle forze di occupazione statunitensi alla fine della seconda guerra mondiale.
  • Lussemburgo: legali possesso ed uso per scopi medici, purché il consumatore sia adulto e non coinvolga minorenni
  • Paesi Bassi: legale, secondo normativa precisa
  • Spagna: legale, in luoghi autorizzati
  • Nuova Zelanda: illegale (il ministero della sanità ha affermato che un uso medico non è da escludersi, ma sono necessari ulteriori studi ed un metodo per una corretta regolazione)
  • Svizzera: illegali possesso e coltivazione (esperimenti di legalizzazione sono stati condotti in alcuni cantoni).
  • Francia: illegale. Per il consumatore sono previste pene fino a un anno di carcere, ma il Ministero della giustizia (a cui sono subordinati i magistrati del pubblico ministero) raccomanda di non avviare procedimenti penali contro consumatori occasionali, ma le li coglie in flagrante la polizia interviene a fini dissuasivi.
  • Regno Unito: illegale (nel 1998 la Camera dei Lord ha raccomandato che la cannabis venisse resa disponibile per uso medico tramite prescrizione. Dopo alcuni test clinici il governo non ha accettato la raccomandazione). Recentemente è stato depenalizzato l’uso personale domestico
  • Israele: illegale, l’uso medico è autorizzato solo dal ministero della sanità che valuta ogni singolo caso.
  • Stati Uniti: illegale l’uso a livello federale per qualsiasi ragione, tuttavia 11 stati ed il Distretto della Columbia hanno approvato normative che contemplano l’esenzione dal divieto per uso medico.

[da ritenersi puramente indicativo, potrebbero essere aggiornate]

Questo articolo è da ritenersi a scopo informativo, non è contenuta alcuna presa di posizione e/o opinione dell’autore.

~ di Alfio Garofalo su Marzo 18, 2008.

4 Risposte to “La pianta maledetta”

  1. complimenti articolo ben fatto. una scelta coraggiosa parlarne , ma sei riuscito a restare correttamente neutrale e fare sana informazione.

  2. [...] Vi ricordate l’articolo sulla canapa di qualche tempo fa? Beh se non ve lo ricordate o non l&#… [...]

  3. Bel Topic ;) lo aspettavo cn ansia….

  4. l’ho letto a metà perchè è troppo lungo cmq interessante molto interessante :)

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