Libera informazione in libero stato.

V2-Day. Vaffanculo Day 2.

“Il 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato “crede” di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l’abolizione dell’ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all’editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l’eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un’informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset.”

Beppe Grillo

Il V2-Day è un iniziativa popolare che segue il V-Day, organizzati da Beppe Grillo per esercitare il diritto di referendum. Libera informazione in libero stato è lo slogan di questo evento ed è ciò cercano e gridano Beppe e coloro che hanno firmato agli stand.

Al primo V-Day si contarono 300.000 firme in 200 piazze italiane (che superano il minimo di 50.000 firme per il deposito alla corte di cassazione), nell’evento attuale si conta la partecipazione in oltre 500 piazze italiane e all’estero con 1.500.000 firme circa e banchetti aperti per tutto Maggio. Anche stavolta il netto minimo (in questo caso 500.000 firme) è stato abbondantemente superato.
Grillo annuncia che nel periodo di Luglio consegnerà alla Cassazione le firme.

Video & Link

.

.

.

.

.

.

.

.

.

Esempio di giornalismo italiano. Ecco perchè è nato il Cassonetto differenziato.

L’Unità (6,5 milioni di euro di contributi pubblici annui) dopo il V2-day riporta: “Piazza San Carlo non può contenere più di 40.000 persone”

Unita_Torino_1.jpg
Clicca l’immagine

L’Unità per il primo maggio 2007 in piazza San Carlo: “Almeno 100mila persone”

Unita_Torino2.jpg

Clicca l’immagine


~ di Alfio Garofalo su Aprile 29, 2008.

Una Risposta to “Libera informazione in libero stato.”

  1. Libera informazione… bello.
    Sarà un’utopia fino a quando il presidente della RAI verrà considerato (e si comporterà di conseguenza) corresponsabile delle affermazioni degli ospiti alle trasmissioni.

    Mi spiego meglio: le scuse del presidente RAI per le parole di Travaglio (del 10/05) mi fanno pensare che gli ospiti debbano portare un copione di ciò che diranno, e che da questo vengano depennate le affermazioni sconvenienti. In altri tempi si chiamava censura…

    Il finanziamento ai giornali è una parte, il servilismo strisciante di certi giornalisti fa il resto.

Lascia una Risposta